
Guide › Stile
Stile
Secondo nome e soprannome: cosa mettere nella firma?
Elisabetta Anna, che tutti chiamano Betta. Francesco Giuseppe, che da quando era piccolo è Peppe. Se hai più di un nome, la firma ti costringe a scegliere: tutti e due, uno solo, un'iniziale o il soprannome. Ecco quando funziona ciascuna opzione.
Quasi tutti i consigli sulla firma cominciano con «scrivi il tuo nome». Il guaio è che molti di noi non ne hanno uno solo. Sull'atto di nascita compaiono due nomi, in famiglia ti chiamano con un diminutivo e gli amici ne usano un altro ancora. La prima volta che devi firmare qualcosa di importante, spunta all'improvviso la domanda: quale dei miei nomi va sul foglio? La buona notizia è che non esiste un'unica risposta giusta, e che di solito una firma non deve riportare il tuo nome anagrafico completo lettera per lettera. Quello che conta è che la forma scelta sia tua, resti veloce da scrivere e venga uguale ogni volta. In questo articolo passiamo in rassegna le possibilità, dai due nomi scritti per intero all'iniziale del secondo nome fino al soprannome, vediamo quando ciascuna funziona bene nella vita di tutti i giorni e nelle situazioni ufficiali, e ti proponiamo una prova semplice per trovare la forma che è tua. Non è una consulenza legale: quando la posta è alta, decidono sempre le regole dell'ente interessato.
Perché è una domanda, in fondo?
Se hai un solo nome e la gente ti chiama così, raramente ci pensi. Per tutti gli altri, invece, la questione si pone quasi sempre. In Italia non è raro avere due o più nomi all'anagrafe: spesso il secondo è quello di un nonno, di un padrino o una tradizione di famiglia. C'è chi ne ha due o tre, e in alcuni Paesi una persona può portarne parecchi contemporaneamente.
Intanto, nella vita di tutti i giorni, spesso viviamo con un altro nome. Elisabetta diventa Betta, Giuseppe diventa Peppe, Francesca diventa Cesca, Alessandro diventa Ale. C'è chi viene chiamato col secondo nome perché il primo in famiglia era già preso. E c'è chi ha un soprannome che non somiglia per niente al nome ufficiale.
- Il nome anagrafico. Quello che compare sull'atto di nascita, sul documento d'identità e sui contratti, insieme al cognome.
- Il nome che usi. Quello con cui ti chiamano al lavoro, a scuola, tra amici. Può essere il primo o il secondo nome.
- Il soprannome. La forma accorciata, affettuosa o del tutto diversa che usano solo le persone più vicine.
La firma sta da qualche parte in mezzo a questi tre. Non è un modo di scrivere il tuo nome, ma un segno che ti rappresenta. Questo ti lascia margine di scelta, ma conviene scegliere con consapevolezza, perché quello che decidi lo scriverai per anni.

Che cosa deve contenere una firma?
Molti pensano che la firma debba riportare il nome anagrafico completo. In pratica, buona parte delle firme non è molto più di una maiuscola e una linea fluida, e viene accettata senza problemi. Di solito non conta che ogni lettera sia leggibile, ma che il segno sia tuo e che somigli a quello che hai dato in precedenza.
- Riconoscibilità. Chi ha già visto la tua firma deve riconoscerla. Per questo non servono tutti i nomi, ma serve una forma caratteristica che sia sempre la stessa.
- Costanza. La stessa forma in banca, al lavoro e quando ritiri un pacco. L'errore più grande non è scegliere il nome sbagliato, ma alternarne diversi.
- Un riferimento. La firma sui tuoi documenti e lo specimen conservato dalla banca sono un modello con cui vengono confrontate le firme successive. Ha senso restarci vicino.
Di quanto debba essere leggibile una firma abbiamo parlato in un articolo a parte. Qui la domanda è quale nome le faccia da base.
Cinque strade possibili
Se hai un secondo nome o un soprannome ben radicato, puoi scegliere fra circa cinque direzioni. Ognuna può funzionare, e ognuna ha il suo prezzo.
- 1Solo il primo nome e il cognome. La scelta più comune e più semplice. Il secondo nome resta fuori, e la firma resta breve e veloce.
- 2Entrambi i nomi per intero. Più completa e più formale, ma più lunga. Con nomi corti va bene; con nomi lunghi si allunga facilmente troppo.
- 3Primo nome più l'iniziale del secondo. Una piccola iniziale fra il nome e il cognome. Conserva il secondo nome senza rallentarti.
- 4Il nome con cui ti chiamano. Se vivi col secondo nome, è quello che va nella firma, con il primo al massimo come iniziale.
- 5Il soprannome. Personale e simpatico, ma da usare con cautela nelle situazioni ufficiali.
Il cognome resta in quasi tutte le versioni, almeno come iniziale. È il tuo legame con la famiglia, ed è quello che la maggior parte dei documenti cerca accanto al tuo nome. L'ordine fra nome e cognome cambia da Paese a Paese; quasi tutti seguono semplicemente l'ordine in cui scrivono il proprio nome nella vita quotidiana.
La domanda non è quanti nomi hai, ma con quale riesci a firmare allo stesso modo ogni giorno.
Due nomi: quando scriverli entrambi
Scrivere entrambi i nomi per intero funziona bene quando sono corti tutti e due, quando il secondo nome è importante per te o quando i due nomi si leggono come un'unità. «Ada Lia Re» si scrive ancora comodamente in un solo movimento. «Alessandra Cristina Bonaccorsi Della Rovere» no: per intero diventa lenta, e la fine quasi certamente si sfalda.
- Un aspetto più completo e formale.
- Ti distingue da persone con nomi simili.
- Conserva il significato familiare del secondo nome.
- Con nomi corti, rallenta appena.
- Più lunga, richiede più spazio.
- Più tratti, più difficile scriverla uguale ogni volta.
- Si schiaccia nelle caselle piccole.
- Difficile farla stare su uno schermo col dito.
Un criterio semplice: conta le lettere dei tuoi nomi e del cognome. Se insieme sono una quindicina o meno, scrivere entrambi i nomi può restare comodo. Se sono molte di più, conviene ridurre il secondo nome a un'iniziale. Non è una regola, solo un punto di partenza: decidono la tua mano e il tuo ritmo.

Il secondo nome come iniziale
Per molti è la via di mezzo ideale. Il secondo nome non sparisce, ma non serve scriverlo per intero. Una piccola iniziale dopo il primo nome, oppure le iniziali dei due nomi intrecciate all'inizio: così la firma conserva il tuo nome completo e si allunga appena.
- Dove va? Di solito dopo il primo nome e prima del cognome: «Elisabetta A. Ricci». Nei Paesi in cui il cognome viene prima, può andare anche alla fine.
- Con il punto o senza? Il punto è più pulito e più chiaro, ma è un movimento in più. In una firma veloce basta l'iniziale con un breve tratto d'uscita, purché tu la scriva sempre allo stesso modo.
- Quanto grande? Più piccola della prima maiuscola. Se è grande uguale, l'occhio vede due nomi equivalenti e il baricentro della firma si sposta.
- Stessa inclinazione. L'iniziale aggiunta deve pendere dallo stesso lato del resto della firma, altrimenti sembra aggiunta all'ultimo momento.
Un'altra possibilità è legare all'inizio le iniziali dei due nomi, come un monogramma. Sta particolarmente bene quando le due lettere si sposano, per esempio E e A, oppure F e G. Come progettare una maiuscola passo dopo passo lo mostriamo nell'articolo sulla maiuscola.

Se ti chiamano col secondo nome
Capita più spesso di quanto si pensi: qualcuno è registrato all'anagrafe come Anna Chiara, ma fin dalla nascita tutti la chiamano Chiara. Una firma che inizia con una «A» che nessuno collega a lei sarebbe strana. La firma può appartenere al nome che usi, con il primo nome davanti al massimo come iniziale.
- Metti al centro il nome che usi. La sua maiuscola deve essere la lettera grande e in evidenza, perché è con quel nome che la gente ti conosce.
- Il primo nome può essere una piccola iniziale. Una «A.» davanti al nome che usi rimanda al tuo nome anagrafico completo e può aiutare sui documenti ufficiali.
- Resta vicino a quella che hai già dato. Se la banca o il tuo documento d'identità hanno già una forma precisa e vuoi cambiarla, informati prima su dove dovresti registrare il cambio.
Se questo ti fa venire voglia di cambiare la tua firma attuale, in cambiare firma spieghiamo dove vengono conservati gli specimen e come introdurre la nuova forma.
Il soprannome nella firma: nella vita quotidiana e negli atti ufficiali
Il soprannome è la scelta più personale. Una firma che inizia con «Betta» o «Peppe» è cordiale, rilassata e spesso molto più veloce del nome completo. La domanda è dove la usi.
- Biglietti d'auguri, lettere, regali.
- Disegni, lavori tuoi, appunti.
- Autografi, se mai dovesse capitare.
- Carte tra amici, in famiglia, tra persone vicine.
- Contratti, banca e pratiche ufficiali.
- Il campo della firma sui documenti.
- Carte del datore di lavoro o della scuola.
- Tutto ciò in cui la tua firma viene confrontata con uno specimen.
Nelle situazioni ufficiali il problema non è necessariamente il soprannome in sé, ma la mancanza di un legame visibile tra una firma costruita su un soprannome e il nome completo stampato sul foglio. Se qualcuno vede una firma che inizia con «Peppe» sopra il nome «Francesco Giuseppe Esposito», può legittimamente chiedersi qualcosa. Quindi, se il soprannome è la base della tua firma, aiuta tenerci almeno il cognome, o la sua iniziale.

Quando il soprannome inizia con la stessa lettera
Sei fortunato se il tuo soprannome e il tuo nome anagrafico iniziano con la stessa lettera: Federica e Fede, Alessandro e Ale, Valentina e Vale. La maiuscola è in comune, quindi la prima parte della firma, quella più caratteristica, va bene per entrambi i nomi. Quello che segue la maiuscola può essere così breve e fluido che la differenza quasi non si vede.
Se i due nomi iniziano con lettere diverse, come Elisabetta e Betta, o Giuseppina e Pina, non c'è un inizio comune. Allora è più pulito che la firma ufficiale parta dal nome anagrafico e che la forma col soprannome viva a parte, solo nelle situazioni personali.
Elisabetta Anna Ricci lavora in un ufficio, e fin da bambina tutti la chiamano Betta. Per anni ha avuto tre firme: una che iniziava con «Elisabetta» per la banca, una che iniziava con «Betta» per i colleghi e una «EA» simile a un monogramma per il foglio presenze. Un giorno una collega le ha messo davanti due fogli e le ha chiesto quale fosse il suo. Lo erano entrambi. Da allora usa una sola firma: una grande «E» con gli occhielli, una piccola «A» subito dopo e il cognome in un unico slancio. «Betta» è rimasta per i biglietti di compleanno.

Come decidere: la prova delle dieci volte
Se non riesci a decidere quale versione sia la tua, non decidere a mente; decidi sulla carta. Una prova semplice di solito mostra in pochi minuti quale forma viene naturale alla tua mano.
- 1Scrivi le candidate. Al massimo tre o quattro versioni: per esempio i due nomi, il primo nome con l'iniziale del secondo, il nome con cui ti chiamano, il soprannome col cognome.
- 2Ognuna dieci volte. Una sotto l'altra, al tuo ritmo abituale. Non abbellire; scrivi come faresti a uno sportello.
- 3Cronometrati. Se una versione è molto più lenta delle altre, sarà difficile scriverla in modo costante nella vita di tutti i giorni.
- 4Provala in poco spazio. Scrivila dentro un rettangolo grande come la striscia per la firma di una carta. Quella che lì resta compatta è una buona candidata.
- 5Guarda a braccio teso. In quale riga ci sono le dieci firme più simili? Di solito è quella la tua forma.
- 6Chiedi a qualcuno. Mostrale a un amico o a un familiare: quale direbbe che ti somiglia?
Calligra progetta a partire dal tuo primo nome e dal cognome, e lascia fuori i secondi nomi. Se vuoi firmare col secondo nome o col soprannome, scrivi semplicemente quello come nome, e puoi provare quale versione si adatta meglio alla tua mano.

Una firma, più nomi?
Forse ti chiedi se usare una firma completa con entrambi i nomi nelle sedi ufficiali e una più breve nella vita quotidiana. Può funzionare se quella breve è la prima parte di quella lunga, e non un nome diverso. Ma se le due forme partono da nomi diversi, in realtà sono due firme separate, ed è facile confonderle.
- Una firma principale. Quella che usi in banca, sui documenti e sui contratti.
- Una forma breve. La prima parte della firma principale, per siglare e per gli spazi stretti. Ne parliamo in dettaglio nell'articolo sulle forme brevi.
- Una forma personale, se la vuoi. La versione col soprannome per lettere e regali, tenuta di proposito separata da quella ufficiale.
Di più diventa un peso anziché un aiuto. Più versioni hai, più è difficile scriverle tutte in modo costante.

Errori comuni e come correggerli
Quasi tutta l'incertezza sul nome con cui firmare nasce da una manciata di errori ricorrenti. Si correggono tutti, di solito con una decisione consapevole e qualche giorno di esercizio.
- Un nome diverso per ogni situazione. Il primo nome in banca, il secondo al lavoro, il soprannome con gli amici. Correzione: una firma principale ovunque e al massimo una forma personale, tenuta di proposito a parte.
- Troppo lunga perché ci sono tutti i nomi. Due nomi, un doppio cognome, e alla fine si sfalda. Correzione: riduci il secondo nome a un'iniziale e lascia che una maiuscola forte porti il carattere.
- Il soprannome su carte ufficiali. Una firma che inizia con «Peppe» sopra «Francesco Giuseppe Esposito». Correzione: nelle sedi ufficiali, la scelta sicura è una firma che parta dal nome anagrafico.
- L'iniziale aggiunta stona. La grandezza o l'inclinazione non corrispondono al resto. Correzione: più piccola della prima maiuscola, inclinata dallo stesso lato.
- Manca il nome che usi. Tutti ti chiamano Chiara, ma la tua firma dice «Anna». Correzione: metti in evidenza il nome che usi, con il primo nome al massimo come iniziale.

Checklist per scegliere il tuo nome
Prima di decidere quale nome o quali nomi mettere nella firma, scorri questa lista. Se rispondi sì a tutto, hai scelto una buona base.
- 1Rispecchia il nome con cui vivi? La maiuscola in evidenza è la prima lettera del nome che usi.
- 2Si può collegare al tuo nome anagrafico? Contiene almeno il cognome, o la sua iniziale.
- 3È veloce da scrivere? Non è sensibilmente più lenta di quanto sia comodo a uno sportello.
- 4Sta in poco spazio? Resta compatta nella striscia per la firma di una carta.
- 5È uguale dieci volte su dieci? Nella prova delle dieci volte, questa versione è stata la più costante.
- 6Hai una forma principale? Firmi allo stesso modo in banca, sui documenti e al lavoro; la versione col soprannome vive solo nelle situazioni personali.
La frase da portarsi a casa
La tua firma non deve contenere tutti i tuoi nomi: scegli una forma costruita sul nome con cui ti chiamano, che si possa collegare al tuo nome anagrafico e che tu riesca a scrivere allo stesso modo ogni giorno.
Domande
Devo mettere il secondo nome nella firma?
Di solito no. In genere una firma non deve riportare il tuo nome anagrafico completo lettera per lettera; molte firme sono solo una maiuscola e una linea fluida. Quello che conta è scriverla sempre allo stesso modo e che somigli a quella che hai dato in banca o sui tuoi documenti. Se hai dubbi su una pratica precisa, chiedi prima all'ente interessato.
Posso firmare col soprannome?
Nelle situazioni personali di tutti i giorni, come lettere, biglietti e regali, certo. Sui documenti ufficiali, sui contratti e in banca, è più sicura una firma che parta dal nome anagrafico, o che contenga almeno il cognome. Così il legame tra il nome stampato e la firma resta visibile.
Uso il primo o il secondo nome?
Quello con cui vivi. Se tutti ti chiamano col secondo nome, la maiuscola in evidenza della tua firma può essere la lettera di quel nome, con il primo davanti come iniziale più piccola.
Dove va l'iniziale del secondo nome?
Di solito dopo il primo nome e prima del cognome. Nei Paesi in cui il cognome viene prima, può andare anche alla fine. L'importante è che sia più piccola della prima maiuscola e che abbia la stessa inclinazione del resto della firma.
Posso avere una firma per il nome anagrafico e una per il soprannome?
Puoi, ma tienile di proposito separate: la forma ufficiale va ovunque la tua firma venga confrontata con uno specimen, quella col soprannome solo nelle situazioni personali. Più forme hai, più è difficile scriverle tutte in modo costante.
Se cambio il nome con cui firmo, devo avvisare qualcuno?
Se la tua banca o un ufficio conserva uno specimen della tua firma, conviene chiedere prima se serve depositarne uno nuovo. In cambiare firma spieghiamo passo per passo dove vale la pena registrare la nuova forma.
Ho un nome lungo e un secondo nome. Cosa lascio fuori?
Di solito conviene ridurre il secondo nome a un'iniziale e tenere il cognome, almeno la sua maiuscola e un seguito fluido. Una maiuscola forte e ben fatta spesso dà a una firma lunga più di tante lettere scritte per intero.
Provalo con il tuo nome
Leggi anche
Guide
StileProgettare la maiuscola: il volto della tua firma
La prima lettera porta il carattere, il ritmo e gran parte della riconoscibilità. Proporzioni, attacchi, occhielli, legature e semplificazione, passo dopo passo.
StileSottolineatura, occhiello o coda? Come chiudere la firma
L'ultimo tratto dà il tono a tutta la firma. Ecco le chiusure più comuni, cosa comunica ciascuna e come scegliere quella giusta per il tuo nome e per i posti in cui firmi.
StileGli accenti nella firma: é, ö, č, ł e tutti gli altri
Un accento può essere un puntino sperduto o uno dei dettagli più belli della tua firma. Quando aggiungerlo, che forma dargli, come sopravvive alla fretta e agli schermi, e cosa fare con le lettere ceche, slovacche, polacche, rumene, turche o francesi.





